Fattori di debolezza espressi da San Marino durante le crisi nazionali

di ORIETTA CECCOLI

Nel precedente articolo ho espresso la metodologia che ho adottato per giungere alla definizione dei punti di forza e di debolezza che San Marino ha espresso durante le crisi nazionali nel percorso storico: ora tenterò un’esposizione sintetica dei fattori di debolezza insiti nelle strategie, nelle politiche e nelle decisioni adottate dalle classi dirigenti dell’epoca e precisamente:

  • limitata autorevolezza e la limitata qualità delle classi dirigenziali che hanno originato contenuti della politica di scarso valore e risultati svantaggiosi.
  • Minore attenzione all’azione e alla strategia diplomatica nel confronto con gli interlocutori esterni, minore autorevolezza dei leaders sammarinesi anche nella considerazione esterna e minore attenzione nella scelta dei rappresentanti diplomatici, privilegiando il loro ruolo di agenti economici, rispetto alla loro importanza sul piano politico e sociale nei paesi rappresentati.
  • Minore coesione sociale e la percezione di un sentimento di disuguaglianza rispetto alla legge. Ampia conflittualità basata sulla diversità delle interpretazioni e sulla diversità dei comportamenti, escludendo dal confronto l’analisi dei fatti, le scelte sulle possibili soluzioni rispetto ai bisogni, ai problemi, ai diritti e doveri dei cittadini di una piccola comunità.
  • Azioni di squilibrio rispetto agli schieramenti geopolitici ed azioni unilaterali al di fuori di accordi tra gli Stati. Per semplificare il raggiungimento di obiettivi è stata scelta talvolta la strategia di superare norme e vincoli della vicina nazione.
  • Scarso controllo e conoscenza delle dinamiche interne e delle relazioni con l’esterno per favorire azioni di laizzer faire, con l’obiettivo di favorire arricchimentipersonali emaggiori entrate pubbliche. La opacità sui dati e la loro mancata analisi sono divenuti poi fattori di svantaggio competitivo.
  • Negazione, riconoscimento parziale o sottovalutazione nel percepire le situazioni di crisi e l’ampia permissività a favore della speculazione interna ed esterna con il risultato di far usufruire e di far godere dei frutti derivanti dall’uso dalle peculiarità statuali della Repubblica fino al livello critico della sua possibile estinzione.

Sebbene il peso dei fattori di debolezza sia considerevole, negli avvenimenti più recenti su delinea un forte sentimento di orgoglio nazionale per voler superare questo momento di profonda crisi. Ritengo che sia strategico riflettere sulla nostra identità nazionale di piccola Repubblica e cercare potenziare di nuovo la nostra credibilità sul piano internazionale.

Vorrei esporre una considerazione conclusiva: voi giovani sammarinesi state diventando classe dirigente, diventa più incisiva la vostra presenza sul piano politico, amministrativo e della forza lavoro, anche se numericamente siete sempre meno degli anziani, a causa di una forte e prolungata diminuzione della natalità sammarinese.

Chiedo a voi di promuovere un confronto intergenerazionale per riflettere sull’identità nazionale nella volontà di continuare a gestire al meglio il patrimonio comune ricevuto e di continuare a vivere insieme secondo i valori di libertà, solidarietà ed equità.

San Marino 28 marzo 2020

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